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IRLANDA
 
 
" L'isola di smeraldo "
Un viaggio attraverso, l’Irlanda, un'isola che sa incantare per autenticità e semplicità, dove la bellezza selvaggia della natura si fonde con la storia millenaria del suo popolo. Un itinerario, il nostro, che ci ha permesso di visitare città, borghi, castelli e di percorrere strade spettacolari, come la Wild Atlantic Way, scenografico itinerario costiero, che si sviluppa lungo la costa occidentale, tra spiagge di sabbia bianchissima, panorami mozzafiato, scogliere sferzate dal vento a picco sull’oceano e sperdute isolette, nella tipica e magica atmosfera irlandese.


Lunedì 21 luglio - Dopo aver passato la mattina con lo sguardo rivolto al cielo in attesa che la pioggia battente diminuisca di intensità, poco prima di mezzogiorno, approfittando di una breve schiarita, riusciamo ad ultimare il carico del camper e a partire. Attraversata Domodossola, affrontiamo la salita al passo del Sempione con il transito lungo il versante elvetico rallentato dalle lunghe attese ai semafori posti per regolare il traffico nei tratti a senso unico alternato causati dai lavori di manutenzione alle gallerie paravalanghe. Oltrepassata Briga, entriamo in autostrada e costeggiando il lago Lemano, ci dirigiamo verso il confine franco-svizzero, che oltrepassiamo utilizzando il valico di frontiera di Ballaigues. Entrati in territorio francese, utilizziamo strade secondarie poco trafficate ed attraversando piccoli borghi agricoli che punteggiano la campagna della Borgogna, raggiungiamo in serata l’area sosta di Mirebeau sur Beze.

Martedì 22 luglio - Giornata di trasferimento quella odierna attraverso il cuore della Francia, con un meteo capriccioso in continuo mutamento tra sole, nuvole ed improvvisi scrosci di pioggia. Come spesso facciamo nei nostri viaggi in camper, abbiamo scelto di evitare le autostrade, privilegiando le tranquille strade dipartimentali; un modo per rivedere ed attraversare la Francia delle campagne sconfinate, dei piccoli villaggi sonnolenti e di importanti città, quali Vitry le Francois, Reims, St. Quentin ed Arras. In serata arriviamo a Calais, avendo deciso, durante la programmazione del viaggio, di attraversare Inghilterra e Galles e di effettuare due traversate in traghetto: quella della Manica, da Calais a Dover e quella del canale di San Giorgio tra Fishguard e Rosslare, decisamente più brevi delle quattordici ore di navigazione necessarie per coprire la tratta diretta tra Francia ed Irlanda, evitando così, anche l’incognita delle condizioni del mare.

Il resoconto da mercoledì 23 a venerdì 25 luglio si trova nella sezione Inghilterra - Galles

Sabato 26 luglio - Lasciata la quiete del piccolo borgo su cui spicca la chiesa in pietra con l’attigua torre, proseguendo lungo strette strade secondarie, ci spingiamo fin sulla costa per poi addentrarci nuovamente nell’ondulata campagna gallese, terreno di pascolo per mucche e pecore, e raggiungere sulla punta estrema del Pembrokeshire, il villaggio di St. David’s. A piedi raggiungiamo all’interno della cinta muraria eretta nel XIV° secolo, e che racchiudeva al suo interno l'originaria città-cattedrale, le rovine del vecchio palazzo arcivescovile e la magnifica cattedrale, una delle più antiche del paese essendo stata fondata nel VI° secolo, che ospita all'interno un notevole coro ed un incredibile soffitto a cassettoni in legno di quercia irlandese. La visitiamo un po’ troppo velocemente, ma purtroppo il tempo stringe; ci ripromettiamo di ritornarci per visitare il complesso monastico con maggior calma. Ancora una quarantina di chilometri ci separano dal porto di Fishguard, dove alle 12.30 dobbiamo effettuare il check-in al terminal di Stena Lines; in attesa, un paio di autoarticolati, pochi camper e tantissime auto che riempiranno ogni ponte del traghetto. Con trenta minuti di ritardo lasciamo le coste gallesi per attraversare il canale di San Giorgio, il braccio di mare che separa la Gran Bretagna dall’Irlanda. Grazie ad un mare particolarmente calmo, la traversata si rivela piacevole ed alle 18, ultimi a sbarcare, possiamo lasciare il porto di Rosslare. Attraverso zone residenziali e vaste aree agricole percorriamo i cento chilometri che ci separano da Kilkenny dove abbiamo programmato di trascorrere la nostra prima notte sul suolo irlandese; essendo l’area di sosta strapiena, troviamo come alternativa, una sistemazione al Countryside park.

Domenica 27 luglio - Lasciato il parcheggio del parco, immerso nella campagna irlandese con tanti animali al pascolo nelle vaste proprietà, ci trasferiamo in centro città. Iniziamo la visita di Kilkenny dalla Black Abbey, antica abbazia domenicana del 1225, la cui chiesa dalla singolare forma ad L presenta stupende ed antiche vetrate policrome, raffiguranti i quindici misteri del Santo Rosario, che inondano di luce colorata la penombra delle navate. Proseguiamo verso la cattedrale di St. Canice, imponente struttura risalente al 1285, luogo di culto cristiano sin dal VI° secolo, ma prima ancora conosciuta come ultima roccaforte dei Druidi, che ammiriamo dall’esterno, dominata da una caratteristica e slanciata torre cilindrica. Percorrendo Parliament street attraversiamo il centro città per raggiungere il parco che circonda l'imponente castello; eretto dopo la conquista normanna dell’Irlanda, fu ampliato e modificato in epoca vittoriana trasformandolo da fortezza difensiva del XIII° secolo, nel palazzo di cui oggi ammiriamo la maestosità. Dopo una bella camminata di oltre cinque chilometri, tra vicoli e piazze sempre più animate, ci rimettiamo in marcia e percorrendo strade locali ci spostiamo al monastero di Holycross Abbey, antica abbazia cistercense in cui è conservata una preziosa reliquia della Croce di Cristo. Altro breve trasferimento e raggiungiamo la Rock of Cashel, uno spettacolare sperone di roccia calcarea, su cui si erge un complesso maestoso di edifici medievali che comprende oltre alle rovine del castello, la splendida cattedrale gotica di architettura anglo-normanna di St. Patrick, la cappella di Cormac decorata con affreschi romanici, la torre rotonda in pietra calcarea ed arenaria ritenuta l’edificio più antico del complesso con il caratteristico tetto conico in pietra, ed un antico cimitero. L'ultimo trasferimento della giornata ci porta a Cahir dove ci fermiamo sul lungofiume per vedere dall’esterno, essendo ormai chiusi, la chiesa di St. Paul, molto simile esternamente ad un castelletto ed il castello, uno dei più grandi d’Irlanda, costruito su un’isola rocciosa sul fiume Suir.

Lunedì 28 luglio - Percorrendo strade in alcuni tratti molto strette che si snodano tra campi, fitti boschi e piccoli villaggi, scendiamo verso il mare per raggiungere Cobh, dove ci sistemiamo nell’area camper adiacente alla stazione ferroviaria in cui acquistiamo i biglietti per il treno diretto a Cork, la seconda città per numero di abitanti della Repubblica d’Irlanda. Riusciamo a prendere quello di mezzogiorno e dopo soli trenta minuti giungiamo a destinazione. A piedi raggiungiamo il mercato coperto “English market”, una istituzione cittadina, celebre per le varietà di frutta, pesce, carne e spezie; un luogo di cui si hanno notizie certe già dal 1610, anche se gli attuali edifici risalgono al 1786 e dove colori, profumi e sapori si mescolano in un'atmosfera unica. Dopo una passeggiata che ci porta ad ammirare dal parco circostante l'imponente cattedrale anglicana di Saint Fin Barre, ci immergiamo nell’animato centro città e passeggiando tra negozi alla moda e pub tradizionali percorrendo Saint Patrick Street ed Oliver Plunkett Street, le vie dello shopping cittadino, facciamo ritorno in stazione per prendere il treno delle 15 che ci riporta a Cobh, uno dei più importanti porti dell’emigrazione irlandese. Visitiamo nella restaurata stazione ferroviaria di epoca vittoriana, l’Heritage Centre, museo che offre uno spaccato della storia dell’emigrazione irlandese a partire dal XVII° secolo in tutte le sue forme: dagli emigranti tradizionali che si recavano in cerca di fortuna nel nuovo mondo, ai criminali diretti nelle colonie penali australiane, a coloro che fuggivano dalla tragica carestia del 1845. Dopo esserci soffermati di fronte al monumento che raffigura Annie Moore e i suoi due fratelli, prima emigrante ad essere sbarcata a Ellis Island (New York) nel 1892, raggiungiamo sul lungomare il vecchio molo in legno, purtroppo ormai in condizioni precarie, consumato dal tempo e dalla salsedine, a cui attraccò il 10 aprile 1912, il Titanic. Qui salirono a bordo gli ultimi passeggeri del primo e purtroppo anche ultimo viaggio del transatlantico che affondò nella notte tra il 14 ed il 15 aprile a seguito della collisione con un iceberg al largo di Terranova. Ultima visita della giornata, la splendida cattedrale di Saint Colman, che raggiungiamo percorrendo West view road, ripida via su cui sorgono fotogeniche case colorate, che addossate una all’altra, dalla collina digradano verso il mare, mentre dall’alto, la chiesa, la cui costruzione iniziata nel 1868 si protrasse per oltre cinquant’anni, domina e veglia su città e porto.

Martedì 29 luglio - Lasciamo l’area sosta di Cobh e dopo un breve tratto in superstrada, oltrepassate Cork e Kinsale, percorrendo sia la N71, sia strade secondarie che ove possibile costeggiano il mare e che attraversano pittoreschi villaggi come Timoleague, Rosscarbery e Schull, ci dirigiamo verso l’estrema punta sud-occidentale della costa irlandese. Un ultimo breve tratto di strada molto stretta ed approdiamo a Mizen Head, il luogo in cui Guglielmo Marconi installò presso il locale faro, la stazione trasmittente da cui inviò nel continente americano, i primi segnali radio. E’ una zona incredibilmente bella ed estremamente scenografica con scogliere a picco che si gettano nel mare blu intenso, che ci godiamo in una magnifica giornata soleggiata seppure sferzata da un vento molto forte. Ci incamminiamo attraverso lo scenografico ponte ad arco, che sospeso a quarantacinque metri d’altezza sulle acque dell’oceano Atlantico, collega le due parti della scogliera, per visitare la Mizen Head Signal station, complesso di epoca vittoriana, che ospitava la stazione di segnalazione munita anche di una potente sirena utilizzata nelle giornate di nebbia per segnalare ai pescherecci la presenza degli scogli che circondano la punta più a sud-ovest d’Irlanda e la sala radio utilizzata da Marconi per i suoi esperimenti. Risaliti in camper, facciamo una breve sosta a Crookhaven, minuscolo borgo marinaro dove Marconi visse, e dopo aver costeggiato la baia con belle spiagge dorate, dove vediamo alcune persone fare il bagno in mare incuranti della temperatura esterna, proseguiamo verso l'interno, raggiungendo dapprima Bantry e poi il parco nazionale di Gougane. Ai margini del parco ci fermiamo a visitare la chiesetta di Saint Finn Barr costruita su una minuscola penisola sul lago omonimo, per poi addentrarci ancora per qualche chilometro all’interno della foresta di Gougane Barra, bel bosco di secolari alberi d’alto fusto, il cui accesso a pagamento è regolato da una sbarra.

Mercoledì 30 luglio - Dopo aver catturato con qualche scatto la magia silenziosa del bosco con le brume del mattino, lasciamo il Gougane national park. Il nostro obiettivo odierno è percorrere due dei percorsi ad anello più famosi d'Irlanda; pertanto, ritornati a Ballylickey ci immettiamo sulla strada costiera del Ring of Beara che percorriamo fino ad Adrigale dove ha inizio la salita verso lo Healy pass. Il panorama, che intuiamo essere magnifico, è purtroppo velato da nuvole basse; oltrepassato il valico la situazione meteo peggiora ulteriormente e le nuvole creano una fitta coltre bianca che nasconde ogni cosa. Scendiamo nuovamente sulle rive dell’oceano, nella penisola di Iveragh, per iniziare un nuovo periplo, quello del Ring of Kerry. Mentre la strada sempre molto stretta è ormai una costante, la bella giornata di ieri è un lontano ricordo; con le condizioni meteo in peggioramento e con la pioggia che cade insistente, le nuvole basse e la nebbia che avvolgono ogni cosa, trasformando scogliere e baie in fantasmi indistinti, decidiamo di puntare su Derrynane, dove ci fermiamo in un campeggio sperando in un miglioramento meteo per l’indomani.

Giovedì 31 luglio - Sotto un cielo grigio e cupo che non promette nulla di buono, lasciamo il campeggio, molto bello ed affollato di vacanzieri irlandesi che qui fanno vita di mare, pronti a sfidare il meteo con uscite in barca o in kayak. Ci rechiamo alla vicina Derrynane dove si trova la casa-museo di Daniel O’Connell, colui che fu l’artefice dell’indipendenza irlandese. Siamo troppo mattinieri e la troviamo ancora chiusa; vorremmo andare anche alla spiaggia e raggiungere su un promontorio i ruderi della Derrynane abbey ma il parcheggio dedicato è riservato alle sole autovetture ed una sbarra impedisce l’accesso ai mezzi di altezza superiore ai due metri; inoltre ha ripreso a piovere con veemenza per cui rinunciamo alla camminata e proseguiamo nel nostro giro. Anche oggi nebbia e nuvole basse ci impediscono di godere appieno del panorama ma le condizioni sono comunque migliori rispetto a ieri quando la visibilità era quasi nulla. Proseguendo lungo la costa facciamo sosta a Ballyskellings dove ci fermiamo a visitare le rovine dell’abbazia, costruita nell’XI° secolo, e trasformate nel tempo nel cimitero della cittadina. E’ quindi la volta delle magnifiche scogliere di Kerry. Il panorama è davvero notevole con le imponenti scogliere di roccia nera, alte trecento metri, che si tuffano nell'oceano. Ci spostiamo alla vicina piccola isola di Valentia collegata alla terraferma da un ponte situato nei pressi di Portmagee e lasciato il camper al parcheggio di Foilhomurrum bay ci incamminiamo verso Bray Head. Superata la staccionata che impedisce il passaggio degli animali, saliamo lungo il fianco della collina per raggiungere dopo una camminata di un paio di chilometri, la cima su cui si trova una torre di osservazione costruita nel 1815 e da cui si gode di una bella vista panoramica sulle isole Skellings che si stagliano in lontananza, sulle scogliere frastagliate della costa contro cui si infrangono le onde dell’oceano e sulla cittadina di Portmagee. Ritornati sulla terraferma proseguiamo verso nord, facciamo sosta a Ballycarbery ai ruderi di un castello del XVI° secolo eretto su una collina sul mare e al vicino forte di pietra di Cahergal, antica fortezza ad anello costruita oltre mille anni fa, utilizzando la tecnica dei muri a secco.

Venerdì 1 agosto - Dal parcheggio della stazione ferroviaria di Killarney raggiungiamo l’omonimo vicino parco nazionale, il più antico d’Irlanda; siamo tra i primi visitatori della giornata, anche se il meteo non è dei migliori ed il cielo carico di nuvole ogni tanto ci dispensa leggeri scrosci di pioggia. Giriamo per il parco soffermandoci a visitare la Muckross house, elegante e signorile residenza di campagna costruita in stile vittoriano sulle rive del lago omonimo nel 1843, per poi raggiungere dopo una piacevole camminata nel suo vasto e curato parco, le rovine dell’antica abbazia. Pur essendo in rovina, è quasi completa; le mura sono intatte come pure le arcate in pietra delle finestre, mentre è mancante gran parte del tetto della chiesa. E’ una delle abbazie più spettacolari, famosa soprattutto per il gigantesco e secolare albero di tasso cresciuto all’interno del chiostro, che la tradizione vuole sia stato piantato durante la costruzione del colonnato ad archi che circonda il cortile, uno degli angoli più suggestivi. Vaghiamo per le diverse sale del monastero: dormitorio, cucina, refettorio, conservatesi pressoché intatte fino ai giorni nostri. Un breve spostamento di qualche chilometro e raggiungiamo uno degli ultimi manieri a soccombere alle truppe di Cromwell, il Ross castle, costruito nel XV° secolo sulle rive del lago Lough Leane. Ripreso il camper, ci rechiamo a Dingle, un tempo, villaggio di pescatori ed oggi cittadina turistica in cui sono presenti molti edifici dipinti con tinte sgargianti che rendono il centro del paese vivace e colorato. Vediamo la chiesa, perfetto connubio di moderno ed antico, dalle classiche pareti in pietra e dopo essere passati dal porto iniziamo il giro del Ring of Dingle, avventurandoci lungo la spettacolare ma molto stretta strada costiera che intagliata nella roccia, fa il periplo della penisola e lungo la quale i punti panoramici si susseguono, uno più bello dell'altro. Numerose sono le soste che facciamo in diversi viewpoint dalla vista spettacolare; in uno di questi riusciamo a vedere i delfini spostarsi lungo la costa. Ci fermiamo a Dunmore Head, punto panoramico da cui ammiriamo la baia che racchiude la spiaggia di Coumeenoole, una delle più scenografiche del Kerry, una distesa di sabbia spazzata dai venti e contornata da rocce nere, apparsa anche nel film “La figlia di Ryan” di David Lean, dove vediamo alcune persone fare il bagno tra le onde dell'Atlantico, incuranti del vento che consente a qualche timido raggio di sole di forare la coltre di nubi. Un altro breve spostamento e raggiungiamo uno dei luoghi più fotografati della penisola di Dingle: il molo di Dun Chaoin, situato all’estremità di una piccola baia isolata, circondata da scogliere frastagliate. Dall’alto la vista è strepitosa, ma con una breve passeggiata lungo la ripida strada a tornanti, scendiamo al molo, circondato da faraglioni che creano uno scenario spettacolare. Ultima tappa odierna la baia di Clogher Strand, bella spiaggia circolare racchiusa da scogliere frastagliate, dove ci fermiamo per la notte.

Sabato 2 agosto - Proseguendo lungo il Ring of Dingle raggiungiamo l’oratorio di Gallarus, antica costruzione paleocristiana a forma di chiglia di nave rovesciata costruita interamente con pietre a secco circa milletrecento anni fa, mirabile connubio di architettura e spiritualità, che ha resistito nei secoli salvandosi miracolosamente dalle distruzioni vichinghe e normanne. Ritornati a Dingle, saliamo al Conor pass, il valico montano più alto d’Irlanda, che troviamo immerso nella nebbia; giunti al colle, un cartello segnala che sul versante opposto, dove la strada molto stretta è un susseguirsi di curve e tornanti, il transito è consentito alle sole autovetture. Nella nebbia fittissima che azzera la visibilità, invertiamo la marcia e ridiscesi a Dingle proseguiamo lungo la Wild Atlantic Way (N86) fino a Blennerville dove sulle sponde del fiume Lee, vediamo il locale mulino a vento, risalente al XVIII° secolo. Proseguendo verso nord, oltrepassate le cittadine di Tralee e Tarbert, ci fermiamo al Museo degli Idrovolanti di Foynes. Un luogo affascinante che racconta l'epopea dei voli transoceanici nel periodo compreso tra il 1937 ed il 1945, quando dall’estuario del fiume Shannon, utilizzato quale pista aeroportuale, grossi idrovolanti collegavano l’Irlanda alla base navale dell’aeroporto La Guardia di New York. Un servizio di voli passeggeri attivo anche durante la II° guerra mondiale grazie alla neutralità dello stato irlandese e che fu utilizzato da molti passeggeri famosi: da John Fitzgerald Kennedy allora giovane studente, all’ammiraglio Mountbatten, dallo scrittore Ernest Hemingway a personaggi dello spettacolo dell’epoca tra i quali Maureen O’Hara attrice di origini irlandesi, moglie del comandante di uno degli idrovolanti, a cui è dedicata un’intera sala del museo e nelle cui teche sono esposti abiti di scena, oggetti personali e la statuetta dell’Oscar, ricevuto quale premio alla carriera. Un’esposizione interessante che annovera anche la presenza di una replica del Boeing 314, l’idrovolante utilizzato per le trasvolate, su cui è possibile salire a bordo, per trovarsi proiettati tra i passeggeri di allora ed immaginare di rivivere, vedendo la disposizione dei sessanta posti a sedere - dei piccoli salotti - un'epoca in cui i viaggi aerei erano avventura e glamour.

Domenica 3 agosto - Dalla piazza del piccolo paese di Newmarket on Fergus ci spostiamo nella vicina Bunratty per recarci a visitare sotto un sole splendente, l’imponente, squadrato e massiccio castello eretto nel 1425, circondato da una vasta tenuta e dal vecchio villaggio, oggi trasformato in museo etnografico a cielo aperto, che offre uno spaccato della vita tradizionale irlandese dei secoli addietro, grazie alla presenza di antichi edifici, quali la chiesa, il mulino ad acqua, la scuola e di cottages dal tetto di paglia trasformati in esposizioni museali con molti oggetti d’epoca. Nel pomeriggio ci rimettiamo in viaggio e passando per Ennis raggiungiamo Doolin, porta d'accesso alle famose Cliffs of Moher. Trovato posto in un bel campeggio, utilizzando un bus navetta che ci deposita all’ingresso, raggiungiamo il sito delle Cliff of Moher, alte scogliere di roccia scura a picco sull’oceano. La bella giornata di stamattina è ormai un ricordo, il cielo è sempre più grigio e minaccioso; mentre camminiamo lungo il bordo delle imponenti scogliere puntuale arriva la pioggia, dapprima fine, poi sempre più consistente. Nonostante le poco clementi condizioni meteo e la presenza di tanti turisti, che tuttavia si disperdono grazie alla vastità del luogo, la vista delle alte pareti a picco sull'oceano in burrasca sono uno spettacolo grandioso. Con il bus navetta ritorniamo a Doolin e a piedi sotto la pioggia raggiungiamo il campeggio.

Lunedì 4 agosto - Ci spostiamo nel centro del villaggio caratterizzato da alcune belle case dalle facciate dipinte con tinte sgargianti e da cui, approfittando della bella giornata soleggiata seppur condizionata da un vento molto forte (70 km/h) che già questa notte ha soffiato impetuoso, senza interruzione, scuotendo il camper, ci incamminiamo lungo il sentiero costiero (Cliffs Coastal Trail) in direzione delle Cliffs of Moher, per ammirare lo spettacolo delle grandi onde oceaniche di un mare molto agitato, che si infrangono con violenza contro le scogliere. Ne possiamo percorrere solo un breve tratto, più oltre il sentiero è stato chiuso per motivi di sicurezza essendo ritenuto pericoloso nelle giornate così ventose. A mezzogiorno riprendiamo il camper e dopo essere saliti al Doonnagore castle, solitaria torretta tonda che si erge sulle scogliere da cui domina il villaggio, riprendiamo la strada costiera dirigendoci a Black Head punta del Burren National Park. Ci spostiamo quindi verso l’interno, per visitare il luogo dove si erge il monumento megalitico più antico d'Irlanda, il dolmen di Poulnabrone, una tomba a portale risalente ad oltre cinquemila anni fa, per poi ritornare sulla costa, dove in posizione panoramica, nei pressi di Kinvarra affacciato su un’ansa dell’oceano, si erge il piccolo maniero di Dunguaire. L’ultimo trasferimento odierno ci vede dirigerci nuovamente verso l’interno, lungo un labirinto di strade in molti tratti strettissime ma per fortuna poco frequentate, che si dipanano nella campagna in un susseguirsi di enormi aziende agricole attorniate da estesissimi pascoli con mandrie di mucche e greggi di pecore. Punto di arrivo il porto, lungo le rive tranquille del fiume Shannon dove attraccano le imbarcazioni turistiche, della cittadina di Shannonbridge.

Martedì 5 agosto - Percorsi i sette chilometri che separano la marina di Shannonbridge dal sito monastico di Clonmacnoise, fondato nel 548 d.C. su un rilievo lungo le rive del fiume Shannon, ci dirigiamo a quello che un tempo era uno dei principali centri religiosi e culturali in Europa. Ci incamminiamo tra le rovine delle diverse chiese, del monastero, dell’intatto antico campanile cilindrico, del cimitero in cui sono presenti lastre tombali paleocristiane e numerose croci celtiche in pietra ricoperte di licheni che raccontano storie di fede e di arte per terminare l’interessante visita con il museo situato all’ingresso del sito, che al riparo delle intemperie ospita tre delle croci più antiche. Dopo la visita, un’immersione nella storia più profonda d'Irlanda, ci spostiamo percorrendo strette strade di campagna a Galway. Lasciato il camper nei pressi del lungomare, a piedi raggiungiamo il vicino centro città; transitiamo per lo Spanish Arch, antica porta in pietra che una volta garantiva l’accesso alla città e risaliamo la pedonale Williams street, accompagnati dalla musica di artisti di strada, ragazzi e band, che si esibiscono ad ogni angolo dell’animata via centrale su cui si affacciano edifici dalle facciate dipinte con tinte pastello che ospitano ristoranti, pub e negozi. E’ affollatissima così come lo sono i locali pubblici: tante le persone del luogo ma tantissimi anche i turisti che si godono l'atmosfera festosa. Dopo l'esplosione di vita della città ritorniamo alla tranquillità dei piccoli borghi di mare e con un ultimo breve trasferimento raggiungiamo Rosseveel, porto d’imbarco per le isole Aran, nostra meta per l'indomani, tempo permettendo.

Mercoledì 6 agosto - Il meteo, ancora una volta, decide di scombinare i nostri piani. All’apertura ci rechiamo alla biglietteria della Aran Islands Ferry per vedere se nonostante il meteo tutt’alto che ideale, essendo prevista pioggia e vento forte, ci sia posto sul primo traghetto del mattino, adibito esclusivamente al trasporto di passeggeri, in partenza alle 10. Alla conferma che non ci sono posti se non in lista di attesa, decidiamo di ritornare a Galway; percorriamo nuovamente la pedonale e centralissima Williams street, un poco meno affollata di ieri, e dopo aver risolto un contrattempo per un acquisto effettuato ieri, ci rimettiamo in viaggio. Visto le condizioni meteo che per un paio di giorni prevedono vento molto forte con raffiche di settantacinque chilometri orari, decidiamo di proseguire nel nostro viaggio e di tralasciare la visita alle isole Aran. Ci dirigiamo direttamente a Clifden per percorrere la panoramica Sky road. I paesaggi sono molto belli, anche se il cielo molto nuvoloso, il vento e la foschia creano un velo malinconico che offusca la bellezza del panorama. Percorriamo l'intera penisola, facendone il periplo su strettissime strade locali, per poi fermarci a Derryinver.

Giovedì 7 agosto - Dopo essere stati a curiosare al piccolo porto di Derryinver ci spostiamo al parco nazionale Connemara. Siamo tra i primi visitatori a raggiungere il parcheggio ancora sgombro di autovetture e nonostante l’incertezza delle condizioni meteo, decidiamo di incamminarci lungo il sentiero “Lower Diamond hill trail” - indicato come l’itinerario blu - per poi proseguire per un breve tratto anche lungo il sentiero che porta verso la cima del Diamond hill. È una bella camminata lungo un sentiero comodo e largo, almeno nella tratta da noi utilizzata per salire, che si inerpica sulla montagna gradatamente; per scendere utilizziamo invece il sentiero più diretto, decisamente meno agevole, in parte con scalini in roccia e più ripido che porta al centro visitatori. Peccato che le nubi basse e la foschia ci neghino la vista sulla costa e sulla baia, ma con un cielo sempre più scuro e minaccioso è già un miracolo essere riusciti a completare il giro ad anello senza prendere una goccia di pioggia. Pioggia che invece ci fa compagnia durante lo spostamento in camper, dopo esserci fermati ad ammirare la Kylemore Abbey, imponente abbazia in stile neogotico, più simile ad un castello che ad un edificio religioso, risalente al XIX° secolo e situato in posizione scenografica sulle rive del lago Pollacapall Lough, tra i boschi e le alture del Connemara. Proseguiamo costeggiando il fiordo di Killary e sotto una pioggia a tratti battente percorriamo la Doolaugh valley. Oltrepassate Westport e Newport il meteo migliora improvvisamente consentendoci di ammirare grazie alla splendida posizione in un ansa sul mare, la torre di Rockfleet. Proseguiamo fino a Mulranny dove vediamo la omonima laguna salmastra utilizzata da alcune specie di uccelli per svernare e la vastissima spiaggia situata all’interno della baia, per poi proseguire percorrendo l’Atlantic drive fino alla selvaggia Achill Island dove ci rechiamo alla Keem bay beach, remota ed incantevole spiaggia incassata in una baia.

Venerdì 8 agosto - Lasciato il vasto prato situato a ridosso del lungomare di Keem che oltre ai tantissimi camper di turisti e villeggianti ospita anche il tendone di un circo, ci rimettiamo in viaggio. Lasciamo l’isola di Achill puntando decisamente verso nord lungo la stretta penisola che conduce al caratteristico faro di Blacksod. Costruito in granito nel 1894, si erge solitario al limitare del villaggio; lo contraddistingue la rara pianta quadrata e la sua storia: nel tempo fu anche un ufficio postale ed una stazione metereologica. E fu proprio da qui, che nel giugno del 1944, venne inviato il bollettino meteorologico che convinse Eisenhower a rimandare di ventiquattro ore lo sbarco in Normandia. Proseguendo lungo la stupenda costa selvaggia, flagellata da un vento forte ed incessante, la natura ci mostra la sua vera forza, con l'oceano che si scatena contro le spettacolari scogliere e l’imponente faraglione, una torre di roccia alta cinquanta metri, di Downpatrick Head. Ci lasciamo alle spalle la costa e ci addentriamo verso l’interno, tra le vaste fattorie di Killala per raggiungere la sperduta chiesa di Moyne Abbey. È una piacevole scoperta: una bella abbazia francescana del XV° secolo, una delle meglio conservate d'Irlanda, molto grande, a cui manca solo il tetto, con le arcate del chiostro e la torre centrale quasi intatte, immersa in una bella posizione nella pace assoluta della campagna. Un oasi di silenzio che lasciamo per proseguire fino a Ballina e concludere la giornata sulle rive del lago di Crossmolina.

Sabato 9 agosto - Attraverso paesaggi sempre più aspri ci addentriamo nelle regioni del Mayo, dello Sligo e del Donegal. Percorrendo la strada costiera, abbiamo modo di vedere, una volta di più, le scogliere sferzate dalle alte onde di un mare parecchio agitato, mentre ci dirigiamo a Mullaghmore Head dove tra i verdi prati sul limitare della scogliera, possiamo ammirare il profilo del castello di Classiebawn stagliarsi nel cielo grigio tra il fragore delle onde, particolarmente apprezzate dai surfisti. Proseguendo lungo la costa raggiungiamo la cittadina di Donegal, capoluogo della regione omonima, dove ci concediamo una passeggiata per le vie del centro e nella particolare piazza - The Diamond – di forma triangolare. Dopo tanti borghi ricchi di carattere, Donegal, ci ha un po' deluso; l’abbiamo trovata quasi insignificante, nonostante possa vantare un castello risalente al XV° secolo. Proseguiamo, e nonostante il meteo stia peggiorando, al centro visitatori di Slieve League acquistiamo i biglietti per l’autobus navetta che fa la spola tra il parcheggio e le scogliere, risparmiandoci una camminata di quattro chilometri abbastanza impegnativi per i ripidi strappi in salita. Vediamo le scogliere, altissime, imponenti, in un posto molto bello, la cui grandiosità è indiscutibile; spesso oscurate dalla fama di Moher, sono tra le più alte d'Europa: un muro di roccia che precipita in mare da seicento metri d'altezza. Peccato che la nostra visita sia stata disturbata da un violento acquazzone che ci bagna da capo a piedi e da nuvole basse che ci hanno in parte penalizzato la vista. Dopo essere ritornati al parcheggio con l’autobus navetta, affrontiamo l’ultimo trasferimento odierno; ci dirigiamo a Malin Beg, bella baia con una grande spiaggia racchiusa tra alte scogliere, ed al vicino borgo di Glencolmcille dove il Folk Village ospita un clachan, un piccolo gruppo di case ad un piano, solitamente abitate da contadini o pescatori, con il tetto in paglia legato con corde e perni per proteggerlo dai forti venti provenienti dal mare, che offre uno spaccato della vita rurale irlandese dei secoli passati.

Domenica 10 agosto - Lungo strade che a tratti costeggiano il mare ci dirigiamo verso l’estremità settentrionale dell’Irlanda. Iniziamo la giornata visitando il castello di Doe, costruito nel 1420 in una posizione panoramica su un piccolo fiordo della baia di Sheephaven e che per due secoli fu la roccaforte medievale del clan MacSweeney, per poi spostarci a Fanad Head dove sulla punta rocciosa sorge il faro, operativo dal lontano 1817, che noi vediamo dalla collina sovrastante, per poi raggiungere il Great Pallet Arch, un arco di roccia naturale scavato dagli elementi che raggiungiamo percorrendo un sentiero che scende al mare. Appena rientrati al camper, la pioggia ricomincia a cadere, e ci farà compagnia per il viaggio fino a Buncrana, dove ci fermiamo alla locale area sosta.

Lunedì 11 agosto - Utilizzando strade secondarie puntiamo verso il Gap of Mamore, passo montano nelle Urris Hills che si raggiunge con una incredibile salita, rettilinea e ripidissima, seguita nell’altro versante da una discesa altrettanto vertiginosa, inframezzata da qualche tornante, ma che permette, dal valico, di godere di una vista notevolissima che abbraccia parte della penisola di Inishowen. Raggiunto nuovamente il livello del mare proseguiamo fino alla bella spiaggia di Trawbreaga bay ed alla solitaria chiesetta cattolica di St. Mary costruita appena sopra le dune. Con un ulteriore spostamento raggiungiamo Malin Head, il punto più settentrionale d’Irlanda dove nelle giornate limpide pare che si vedano le coste scozzesi; non è il nostro caso essendo il cielo coperto dopo una mattina quasi soleggiata con la temperatura che alzandosi notevolmente, ci regala una giornata insolitamente calda. Ultima meta odierna in territorio irlandese è il sito archeologico di Grianan of Aileach dove si trova una delle più possenti fortezze preistoriche dell’isola, costruzione di forma circolare in pietra, situata in una posizione strategica sulla cima del monte Greenan, l’istmo che collega la penisola alla terra ferma, da cui si hanno bellissime vedute sul Donegal. Lasciamo momentaneamente l’Eire per entrare in Irlanda del Nord, una delle quattro nazioni che fanno parte del Regno Unito. Appena oltre confine la prima destinazione è Londonderry (Derry); a piedi utilizzando il moderno Peace bridge, raggiungiamo il centro storico, per visitare il Guildhall, palazzo municipale neogotico in mattoni rossi con una bellissima sala dalle vetrate colorate che narrano la storia della città e che ospita un enorme organo composto da più di tremila canne. Passeggiando per le vie del centro, ormai quasi deserte, con i negozi che alle 17 hanno già chiuso, raggiungiamo la Cattedrale di Saint Columb - anch’essa chiusa - e quindi costeggiando le antiche mura ci spostiamo nel quartiere di Bogside, dove tocchiamo con mano una pagina di storia molto recente e dove, impresse sulle pareti delle case, si snoda il racconto di un conflitto ancora terribilmente vivo. Negli anni settanta del secolo scorso, Bogside è stato infatti l’epicentro degli scontri tra i protestanti fedeli alla corona inglese ed i cattolici che volevano unirsi al resto d’Irlanda. Giriamo per il quartiere, tra i numerosi enormi murales che ricordano gli eventi drammatici dei Troubles, le forti tensioni fra la popolazione cattolica e quella protestante, che culminarono con quello che viene ricordato come il Bloody Sunday, quando durante una manifestazione pacifica, il 30 gennaio 1972, l’esercito inglese sparò sulla folla inerme, uccidendo quattordici civili cattolici.

Il resoconto da martedì 12 a venerdì 15 agosto si trova nella sezione Irlanda del Nord

Venerdì 15 agosto - Dopo la pioggia di ieri pomeriggio, finalmente il meteo si è rimesso al bello. Ritorniamo in camper a Belfast fermandoci nella zona di Skankill road, nel quartiere protestante, dove vediamo i diversi monumenti, i pannelli murali affissi per ricordare le vittime degli attentati dell’IRA ed i murales da sempre contraddistinti da immagini forti e militaresche; ovunque sono esposti ritratti della defunta regina Elisabetta e bandiere inglesi. In tarda mattinata lasciamo la città ed utilizzando la strada a doppia corsia A1 ci dirigiamo verso Dublino. Ci fermiamo a visitare le rovine di Monasterboice risalenti al X° secolo, costituite da due chiese, un'imponente campanile di forma rotonda ed un cimitero con antiche croci celtiche tra cui quella di Muiredach, un monolite alto oltre cinque metri che riporta suggestive incisioni bibliche, quali quelle di Adamo ed Eva e di Caino che uccide Abele. Tappa successiva, nella contea di Meath, le rovine del monastero di Slane che si trova con un cimitero utilizzato ancora oggi sulla sommità di una collina. Ultimo trasferimento a Malahide a pochi chilometri da Dublino.

Sabato 16 agosto - Lasciamo il camper all’area sosta allestita presso la società di rugby Malahide e a piedi raggiungiamo la fermata dell’autobus distante circa cinquecento metri. Prendiamo l’autobus n. 42 delle 10.20 ed in meno di un’ora siamo in centro città. Iniziamo la visita dal mercato di Moore street, situato vicino al terminal dei bus in Talbot street. Lo visitiamo velocemente: poche bancarelle e nemmeno molto interessante. Ci spostiamo a Temple bar, quartiere che prende il nome da Sir William Temple rettore del Trinity College nel XVII° secolo, un reticolo di strade caratteristiche con un’alta concentrazione di pub e di storici locali affollati di turisti e di gente del posto, di negozi vintage, di gallerie d’arte e musei. Passiamo dalla cattedrale di San Patrizio, edificio di epoca medievale, per poi fare una sosta ai giardini di St. Stephen’s Green dopo essere passati lungo Grafton street, su cui si affacciano maestosi palazzi vittoriani e rallegrata da numerosi artisti di strada. In Suffolk street vediamo la statua dedicata a Molly Malone, leggendaria pescivendola protagonista di una canzone popolare diventata inno ufficioso della città per poi raggiungere in St. James's Gate lo storico edificio di sette piani che ospita lo stabilimento della birra Guinness. Sulla via del ritorno passiamo dalla cattedrale di Christ Church, fondata nel 1037 sui resti di un’antica chiesa vichinga, e dal Brazen Head, il pub più antico di Dublino. Ovunque tantissima gente, sia per le strade che nei negozi e soprattutto nei pub, anche perché la città è invasa dai fans degli Oasis che tengono a Dublino due concerti, stasera e domani. In ultimo passiamo dal castello, in realtà una residenza reale costruita sui resti di un’antica fortezza normanna per poi toccare nuovamente Temple bar e fare ritorno in Talbot street, dove al termine di una camminata di undici chilometri, riprendiamo l’autobus che ci riporta a Malahide.

Domenica 17 agosto - Oggi ce la prendiamo comoda e dopo le docce e la pulizia all’interno del camper, lasciamo l’area, in quanto i posti disponibili per questa sera sono tutti prenotati; ci ritorneremo per la notte di domani. Attraversiamo Dublino, parecchio trafficata pur essendo domenica e passando per la zona del porto possiamo vedere il ponte d’acciaio Samuel Beckett Bridge, opera architettonica progettata da Santiago Calatrava, che si ispira alle forme di un’arpa. La meta odierna sono le Wicklow mountains, a cui giungiamo percorrendo la strada che sale fino a circa quattrocento metri di altitudine dapprima attraverso boschi e pinete ed infine tra enormi distese di erica che ricoprono intere montagne. Percorriamo la panoramica Sally Gap drive, strada suggestiva che si snoda tra le sconfinate torbiere attraversando vallate ricoperte da distese di erica, dove qualche pecora cerca i radi fili d’erba che crescono fra l’erica fiorita, interrotte solo dal Lough Tay, iconico lago ed altro posto panoramico, noto anche come Guinness Lake per via delle acque scure circondate da una spiaggia bianca, che raggiungiamo percorrendo la R115, strada militare costruita dall'esercito britannico per combattere gli irlandesi dopo la Ribellione del 1798. Scendiamo al parco nazionale di Gleandalough e lasciamo il camper a Laragh, dove passeremo anche la notte, e a piedi percorriamo il sentiero attraverso il bosco che porta alle rovine di un sito monastico, fondato nel VI° secolo da San Kevin, celebre per una torre rotonda perfettamente conservata, che serviva come campanile e rifugio contro i predoni, ed ai due laghi dalle acque scure formatisi durante l’ultima era glaciale, il Lower ed Upper lake, circondati da pendii ricoperti di larici e abeti.

Lunedì 18 agosto - Tra nuvole basse e nebbia che celano alla vista quanto di panoramico ci circonda, lasciamo il parco di Gleandalough e tra pinete e vaste distese di erica scendiamo verso Granabeg; avvicinandoci alla costa il tempo migliora, regalandoci qualche raggio di sole. Attraversiamo la periferia di Dublino e sfiorando la zona aeroportuale raggiungiamo nuovamente l’area di Malahide dove lasciamo il camper, ed utilizzando i servizi pubblici urbani raggiungiamo per un’ultima visita il cuore della capitale irlandese. Prima destinazione: il Trinity College, la prestigiosa ed austera università fondata nel 1592, a cui facciamo seguire una nuova visita al vivace quartiere di Temple Bar, dove ci aggiriamo per strade e vicoli fino al tardo pomeriggio, quando utilizzando nuovamente l’autobus n.42 facciamo ritorno alla tranquillità di Malahide.

Martedì 19 agosto - Ai primi chiarori del giorno attraversiamo la città, che comincia ad animarsi, per raggiungere il porto e imbarcarci sul traghetto di Irish ferry la cui partenza è prevista per le 8.05. Nonostante venti minuti di ritardo ed un forte vento, la traversata si rivela piacevole; cullati da un mare tutto sommato sorprendentemente calmo, alle 11.45 sbarchiamo al porto di Holyhead: eccoci nuovamente in Galles. Imboccata la superstrada A55 puntiamo verso Conwy, piccolo e grazioso borgo, dominato dal turrito ed imponente castello medioevale, famoso per ospitare sul molo portuale la Quay House, la casa più piccola della Gran Bretagna. Quindi attraverso strade che si inoltrano nel parco nazionale di Snowdonia in un contesto decisamente montano sebbene l'altitudine sia modesta, - circa quattrocento metri - tra boschi fitti, pinete e distese di erica, superiamo il Penn-y-pass e tra incredibili pareti rocciose con massi staccatisi dalla montagna ci dirigiamo nuovamente verso il mare. Nel tardo pomeriggio raggiungiamo Caernarfon, città medievale cinta da mura, molto carina anche se parecchio turistica, che ci accoglie fortunatamente quando la folla di turisti se ne è già andata, lasciandoci apprezzare, il castello costruito nel XIII° secolo da Edoardo I come palazzo reale e fortezza militare, il porto ed i vicoli del borgo in una suggestiva e tranquilla quiete serale.

Il resoconto da mercoledì 20 a domenica 24 agosto si trova nella sezione Inghilterra - Galles

Lunedì 25 agosto - All’alba ci spostiamo al porto di Dover dove, effettuato il check-in, ci accodiamo ai numerosi turisti inglesi in attesa del traghetto di Irish ferry previsto per le 7.50. Con la nave per metà vuota ed il canale della Manica piatto come l’olio, alle 10.30 sbarchiamo a Calais, perdendo un’ora per il cambio di fuso orario. Per non percorrere strade già utilizzate in viaggi precedenti optiamo di viaggiare passando per Belgio e Lussemburgo usufruendo così anche di superstrade e tratti autostradali gratuiti. Percorrendo la D601 raggiungiamo Dunkerque per poi proseguire costeggiando il confine belga verso Lille e Tournai. Lasciata l’Alta Francia entriamo nella provincia vallona dell'Hainaut ed oltrepassata Mons ci fermiamo a Thieu per vedere sul Canal du Centre i vecchi ascensori idraulici per barche, capolavori di ingegneria industriale tuttora in funzione che permettono ai natanti di superare i dislivelli dei canali situati ad altezze differenti e visitare il castello dei Duchi di Havrè, costruito sui resti di una fortezza feudale del XII° secolo.

Martedì 26 agosto - Tappa di trasferimento attraverso Belgio, Lussemburgo e Francia, quella odierna. Utilizzando le autostrade E42 ed E411, ci dirigiamo verso Charleroi e Namur da cui proseguiamo verso Lussemburgo, la capitale del Granducato omonimo. Entrati in Francia utilizziamo le autostrade A3 e la A31 che attraversano le regioni della Mosella e della Lorena ed oltrepassate Metz e Nancy, percorriamo la nazionale N59 per attraversare il parco naturale dei Vosgi. Osserviamo strada facendo il cambiamento del paesaggio; alle colline belghe, si succedono prati e boschi che a loro volta lasciano spazio alle pinete del parco del Grand Ballon d’Alsace, ed infine ai famosi vigneti alsaziani. Superata Colmar ci fermiamo ad Orschwihr, piccolo paese dove non ci sono le caratteristiche case a graticcio tipiche dei più famosi borghi alsaziani ma rinomate cantine vinicole molte delle quali ospitate in casali contadini risalenti al XVI°-XVIII° secolo. E lungo la strada vediamo i primi trattori con i rimorchi carichi di ceste di uva: è già tempo di vendemmia e l'autunno è ormai nell’aria.

Mercoledì 27 agosto - Utilizzando la superstrada che attraversa l’Alsazia proseguiamo alla volta di Mulhouse e del confine franco-svizzero. A Basilea, grazie alla vignetta, ci immettiamo nella rete autostradale elvetica e passando per Lucerna e per il tunnel del San Gottardo, dove ci aspetta una breve coda, raggiungiamo Locarno e Bellinzona, per rientrare in Italia dal valico di frontiera di Cannobio.

 
 
 
 
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