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HONG KONG - MACAO
 
 
" Hong Kong e Macao "

Hong Kong, città-stato ricca ed opulente, brulicante di veicoli e di persone, in cui lussuose boutiques e scintillanti, modernissimi hotel si alternano a vecchi caseggiati e a tradizionali negozi cinesi, in un antitesi continua tra ultra moderno ed antico.
Macao, ex possedimento portoghese, in cui il dualismo tra antico e moderno è ancora più accentuato e dove palazzi, giardini e fortezze, reminiscenze di un passato lontano, legato ad attività commerciali e marinare, si contrappongono allo sfavillante gioco di neon e luci colorate di quella che, a pieno titolo, è diventata la capitale del gioco d'azzardo.


Il resoconto da domenica 19 ottobre a mercoledì 5 novembre si trova nella sezione Cina : Anhui - Jiangxi - Zhejiang

Il resoconto da giovedì 6 a lunedì 10 novembre si trova nella sezione Cina : Fujian

Martedì 11 novembre - Dopo la veloce presa di contatto di ieri, iniziamo la nostra visita da Kowloon, una delle quattro aree in cui è suddiviso il territorio di Hong Kong. Lasciamo Wuhu street, via commerciale nelle vicinanze della stazione ferroviaria di Hung Hom per portarci verso Tsim Sha Tsui, quartiere considerato, per l'alto numero di negozi, ristoranti, alberghi e grandi magazzini, il polo turistico per eccellenza della città. E' attraversato da Nathan road, importante e prestigiosa arteria che in linea retta, fende la penisola di Kowloon in tutta la sua lunghezza e che nel tratto più meridionale è conosciuta come "Golden Mile", appellativo dovuto al costo esorbitante degli immobili ed ai prezzi stratosferici di oggetti prestigiosi esposti nelle luccicanti vetrine delle boutique di marchi famosi. Ne percorriamo un tratto, tra lussuose automobili in sosta e negozi di griffe blasonate, prima di addentrarci in Kowloon park, ombrosa area verde nascosta da una selva di palazzi dove gente di ogni età, è impegnata in esercizi ginnici di taichi tra moderne sculture in metallo, opere di artisti locali. Lasciata Sculpture Walk, attraversiamo l'adiacente parco dedicato ai colorati personaggi dei cartoons e risalendo le vie del quartiere caratterizzate da vecchi palazzi tipicamente cinesi, con i panni stesi ad asciugare su lunghe pertiche di bambù, raggiungiamo il tempio di Tin Hau, dedicato al culto di una delle divinità più venerate della zona costiera della Cina meridionale ed al cui soffitto, annerito dal fumo, sono appese multicolori spirali di incenso. Ritornati in Wuhu street e recuperati i bagagli, raggiungiamo la piccola isola di Ap Lai Chau, riparo naturale al porto di Aberdeen; utilizziamo l'autobus urbano (n.171) che percorrendo una lunga galleria sottomarina, attraversa Victoria Harbour, braccio di mare che separa Hong Kong Island dalla terra ferma. Lasciati i bagagli in hotel, facciamo ritorno a Kowloon; raggiungiamo il caratteristico ed animato mercato notturno di Temple street, allestito nelle vie di Tsim Sha Tsui e quindi camminando lungo Nathan road e Tsim Sha Tsui Promenade, raggiungiamo il centro espositivo Cultural Centre e la vicina Avenue of the Stars, passeggiata pedonale sul lungomare di Victoria Harbour, costruita per celebrare l'industria cinematografica di Hong Kong e dove, fra statue dei divi più amati e calchi con le impronte delle mani degli attori più famosi, possiamo ammirare, prima di fare ritorno ad Ap Lai Chau, lo spettacolo offerto dallo skyline di Hong Kong Island, i cui palazzi illuminati si specchiano nelle acque del mare.

Mercoledì 12 novembre - Utilizzando l'autobus (n.592) raggiungiamo Causeway Bay, una della zone più animate e vive della città, sia di giorno che di notte, per la presenza di frequentatissimi grandi magazzini e di mercati all'aperto in cui numerose sono le bancarelle che preparano cibo cucinato al momento. Utilizzando le diverse linee della metropolitana, usciamo dal nucleo storico di Kowloon per raggiungere, in quelli che sono considerati i Nuovi Territori, il Tempio dei 10.000 Buddha. Dalla stazione ferroviaria di Shatin, seguiamo il sentiero che circondato da una lussureggiante vegetazione tropicale, risale a gradoni, fra decine di statue di Buddha, il fianco della collina e permette di raggiungere la spianata su cui il tempio è stato edificato. All'interno, le spoglie imbalsamate e rivestite da lamine d'oro, del suo fondatore ed allineate lungo le pareti e nei giardini, 12.800 statue di ogni dimensione raffiguranti la divinità nei suoi molteplici aspetti. In treno facciamo ritorno nell'area metropolitana per raggiungere nei pressi di Diamond Hill, il Convento di Chi Lin, un grande monastero buddista con giardini, laghetti, piante bonsai e che quasi costituisce un tutt'uno con l'antistante curatissimo giardino di Nan Lian. Un'altra tratta in metropolitana ci consente di raggiungere il tempio taoista di Wong Tai Sin, grande complesso, molto frequentato, dove assistiamo alle preghiere dei numerosi fedeli; con un ulteriore spostamento raggiungiamo nel distretto di Mong Kok, il mercato degli uccelli di Yuen Po, il luogo in cui, in artistiche gabbiette di legno sono poste in vendita tantissime varietà di uccelli, tra cui gli uccelli canterini, da sempre molto apprezzati in tutta la Cina. Facendo ritorno verso Tsim Sha Tsui attraversiamo anche il mercato dei fiori che come già sapevamo, ha perso da tempo il suo fascino, essendosi ormai ridotto ad una via con una lunga sequela di negozi moderni.

Giovedì 13 novembre - In autobus (n.592) raggiungiamo Causeway Bay, la stazione della metropolitana, per noi, più vicina. Diversamente dai trasporti di superficie costretti a muoversi in un traffico caotico e sovente paralizzato da estenuanti code, l'estesa rete di linee della metropolitana ci permette di raggiungere in tempi rapidi i diversi punti della città. Ci rechiamo a Sheung Wan, area portuale da cui partono gli aliscafi diretti a Macao, per avere informazioni su costi e orari in vista della escursione che vorremmo effettuare nella giornata di domani. Siamo nel distretto occidentale di Hong Kong Island, in quello che è stato, secondo dati storici, il primo insediamento inglese sul territorio; ci rechiamo al vicino Western market, edificio edoardiano, inaugurato nel 1858 come uno dei primi mercati di prodotti agricoli, il cui interno, completamente ristrutturato, ospita oggi, negozi di tessuti, stoffe e souvenir. Risalendo le scalinate che dal lungo mare salgono verso le aree residenziali interne, arriviamo al tempio di Man Mo, risalente al 1847, uno dei più antichi della città, dedicato a Kwan Kung, dio della guerra e a Man Cheong, dio della letteratura. Siamo nel cuore del quartiere degli antiquari, percorriamo Hollywood street e Lok Ku Road, anguste vie collegate da ripide scalinate, che ospitano i negozi di antiquari e rigattieri. Ridiscesi sulla strada principale, decidiamo di raggiungere il quartiere di Shai Kei Wan con uno dei mezzi più tradizionali di Hong Kong: il tram. Il colpo d'occhio che si ha dal secondo piano è estremamente piacevole e nel contempo consente di cogliere aspetti della vita cittadina standosene comodamente seduti in posizione sopraelevata. A causa del blocco stradale perpetrato dagli studenti di Umbrella Movement, la corsa ha termine nei pressi dell'ippodromo di Happy Valley; per giungere a destinazione non ci resta che utilizzare l'autobus. Visitiamo il mercato alimentare e quindi utilizzando nuovamente la tramvia ci riportiamo verso i distretti centrali di Central e Admiralty; il capolinea provvisorio è nei pressi del blocco stradale dovuto alle barricate erette dai manifestanti con transenne, sedie, bancali e materiale vario. Sotto lo sguardo di consenzienti gendarmi, proseguiamo a piedi, costeggiando l'area occupata dai manifestanti con tende, gazebo, pannelli esplicativi e striscioni per arrivare al tripudio di neon, insegne luminose, pannelli pubblicitari e di folla, dei grandi magazzini di Causeway Bay.

Venerdì 14 novembre - In autobus raggiungiamo Causeway Bay ed in metropolitana l'area portuale da cui partono i collegamenti rapidi per Macao. All'imbarcadero optiamo per l'aliscafo della Turbojet, la cui partenza è prevista per le 9,00 e che in un'ora attraversa il delta del fiume delle Perle, braccio di mare che separa Hong Kong dalla penisola di Macao, la ex colonia portoghese, un tempo sonnolente località portuale, trasformatasi negli ultimi anni in capitale del gioco d'azzardo. Superati i controlli doganali, a piedi ci dirigiamo verso il centro della città, il cui cuore pulsante è rappresentato da Largo do Senado, piazza caratterizzata dalla pavimentazione in blocchetti di porfido bianchi e neri disposti in maniera da creare un effetto ondulatorio ed attorno alla quale sorgono alcuni dei palazzi coloniali che hanno mantenuto intatto nel tempo, il fascino legato alla storia della città: il Leal Senado, ora sede del municipio e la Chiesa di San Domenico, edificio barocco del XVII° secolo, considerata una delle chiese più belle di Macao. Camminando per le strette ed affollate vie del centro storico, raggiungiamo le rovine della chiesa di San Paolo; tutto ciò che resta di quella che era la più grande chiesa cristiana d'Asia, eretta nel 1602 su progetto di un padre gesuita italiano e distrutta da un violento incendio nel 1835, sono l'imponente facciata e la scalinata d'accesso. Proseguendo nella nostra camminata, ci dirigiamo al palazzo del Monte dei Pegni, edificio con una torre di otto piani in cui venivano custoditi i valori depositati ed alla chiesa di Sant'Agostino risalente al 1814 accanto a cui sorge il colorato Teatro dom Pedro. Da rua Felicitade, via fiancheggiata da casette con finestre dalle imposte rosse, un tempo quartiere a luci rosse ed attraverso il giardino Lou Lim Ioc che all'ombra di alberi frondosi ospita laghetti con fiori di loto, boschetti di bambù, grotte artificiali e giardini fioriti con diverse varietà di crisantemi, raggiungiamo, utilizzando la funicolare che parte dai giardini della Flora, il Forte di Guia, antica fortezza costruita nel punto più elevato della penisola di Macao, dalla cui sommità, la vista spazia sull'intera città. Il lungo peregrinare per le vie del centro storico ci vede, a sera, nella zona in cui ci sono alcuni degli storici casinò di Macao: il Lisboa, uno dei primi ad essere costruito, il cui fascino anni '60 ormai sbiadito, è oggi adombrato dal Grand Lisboa, immensa struttura a forma di torcia, visibile per la sua altezza da ogni punto della città. Un mondo sfavillante di luci colorate e neon che richiama giocatori da ogni angolo della Cina, tanto da aver adombrato in quanto ad introiti, la capitale per antonomasia del gioco d'azzardo: Las Vegas. Con un minibus che funge da navetta per i clienti, dal sotterraneo del Grand Lisboa raggiungiamo il terminal dei ferry. Abbiamo i posti riservati sull'aliscafo della Turbojet in partenza alle 22,15. Con un mare mosso, che condiziona la corsa dell'imbarcazione e che ci fa affrontare una navigazione molto ballerina, rientriamo ad Hong Kong. Ennesima coda per l'espletamento delle formalità doganali e a notte inoltrata, in taxi, facciamo ritorno in hotel.

Sabato 15 novembre - A piedi raggiungiamo Aberdeen, un tempo tranquillo villaggio di pescatori, oggi moderno quartiere con svettanti grattacieli che si specchiano nelle placide acque del porto, in cui oltre a yacht e ad imbarcazioni da diporto, sono ancora numerosi i pescherecci all'ormeggio. Dopo una piacevole passeggiata nei curati giardini antistanti i pontili, in autobus raggiungiamo Causeway Bay ed utilizzando la tramvia ci portiamo nel cuore della city, i quartieri finanziari ed economici di Central ed Admiralty, dove in modernissimi grattacieli hanno sede le più importanti società commerciali asiatiche, banche internazionali, uffici governativi e sfavillanti centri commerciali. Un lungo tratto di Connaught road, la principale arteria di collegamento tra i due quartieri è occupata dalle tende dei manifestanti, in buona parte studenti e/o persone anziane, di Umbrella Revolution, che chiedono al governo centrale cinese di consentire elezioni libere con suffragio universale. La normativa attuale prevede che i candidati alla carica di governatore di Hong Kong debbano essere sostenuti da almeno la metà dei membri di un comitato elettorale centrale, nominato direttamente da Pechino; in ragione di ciò, la regione non potrà avere l'autonomia elettorale che aveva chiesto e, a livello di promessa, ottenuto. Decisioni, secondo i manifestanti, che costituiscono un tradimento del potere centrale nei confronti di Hong Kong. Dopo aver girovagato a lungo attraverso le aree occupate, ci spostiamo lungo Garden road al lungomare di Victoria harbour e lasciata Hong Kong Island riapprodiamo nuovamente a Kowloon. Un ultimo sguardo allo skyline dalla Avenue of the Stars ed a piedi raggiungiamo il terminal di Kowloon, punto di partenza dell'Airport Express, il comodissimo treno con cui raggiungiamo sull'isolotto di Chek Lap Kok, l'Hong Kong International Airport dove alle 23,45 è prevista la partenza del volo di rientro su Monaco di Baviera.

Domenica 16 novembre - Atterriamo prima dell'alba a Monaco; ora non ci resta che attendere la chiamata del volo Lufthansa delle 9,10 per Milano Malpensa, tappa finale di questo nostro viaggio.

 
 
 
 
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